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AAN in the Media

Il Manifesto: In Afghanistan la pace archivia la giustizia

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Il Manifesto, 5 March 2020

The leftwing Italian daily quotes AAN’s Ehsan Qaane on the ICC decision to finally start war crimes investigations in Afghanistan (there is also an English version of this article, here):

L’accordo tra Stati uniti e Talebani rischia di sotterrare una volta per tutte le rivendicazioni di giustizia degli afghani. «L’ultima speranza è la decisione della Corte penale internazionale», ci ha detto Ehsan Qaane, ricercatore dell’Afghanistan Analysts Network, l’ultima volta che lo abbiamo incontrato a Kabul. Si riferisce a una storia lunga che oggi, 5 marzo 2020, potrebbe cambiare verso. (…)

Per il ricercatore Eshan [sic] Qaane, conta senz’altro la posizione del governo statunitense, ma anche una convinzione più ampia e radicata: «L’idea che, per dirla con le parole di Lakhdar Brahimi», rappresentante speciale delle Nazioni unite in Afghanistan dal 2001 al 2004, «in Afghanistan ‘si possa ottenere o la pace o la giustizia’, non entrambe le cose».

Una tesi consolidata. «Di giustizia non c’è traccia in nessuno degli accordi politici degli ultimi 40 anni. Non negli accordi di Ginevra del 1988», tra il governo del presidente Najibullah e il Pakistan sostenitore dei gruppi mujahedin, «non nell’accordo di Bonn» successivo al rovesciamento dell’Emirato islamico nel 2001, «non in quello che ha garantito impunità al leader di Hezb-e-Islami», Gulbuddin Hekmatyar, rientrato nell’agone istituzionale letteralmente su un tappeto rosso, spiega Qaane. […]

Oggi i giudici della camera di Appello della Corte penale internazionale dovranno decidere se accogliere o meno il ricorso di Bensouda contro la decisione dell’aprile scorso con cui era stata respinta la sua richiesta di aprire un’inchiesta sui crimini in Afghanistan. «È davvero l’ultima speranza per ottenere qualche forma di giustizia. Ma gli attivisti della società civile sono ottimisti. Potrebbe essere la volta buona», sostiene Eshan [sic] Qaane.